Permuta Immobiliare
Come Funziona lo Scambio di una Casa
La permuta immobiliare è il contratto con cui due proprietari si scambiano le rispettive case, senza che nessuno dei due debba prima vendere e poi cercare. Il codice civile la definisce all'articolo 1552 come il reciproco trasferimento della proprietà di beni da un contraente all'altro, e per gli immobili richiede la forma scritta a pena di nullità.
Tutto si chiude con un solo atto davanti al notaio. Quando le due case non valgono la stessa cifra, e succede quasi sempre, la differenza si regola quindi con un conguaglio in denaro incluso nello stesso contratto. In questa guida vediamo come funziona il percorso, quanto si paga di imposte, come si gestisce un mutuo ancora in corso e cosa cambia quando lo scambio avviene tra parenti o con un costruttore.
La differenza con la compravendita sta nel corrispettivo. In una vendita chi cede l'immobile riceve denaro; nella permuta riceve un altro bene, e il denaro compare quindi solo per riequilibrare valori diversi. Secondo Studio Cataldi (2026), la permuta è un contratto consensuale con effetti reali, cioè la proprietà passa nel momento stesso in cui le parti firmano, senza bisogno di un atto ulteriore.
Il codice civile dedica alla permuta pochi articoli, perché per il resto rinvia alla disciplina della vendita. L'articolo 1555 stabilisce che le norme sulla compravendita si applicano anche qui, in quanto compatibili: valgono quindi le stesse garanzie sui vizi e sull'evizione, e lo stesso obbligo di consegnare un immobile conforme a quanto dichiarato.
Una regola che sorprende molti riguarda i costi. L'articolo 1554 prevede che le spese del contratto si dividano a metà tra le parti, salvo patto contrario, mentre nella compravendita l'onorario del notaio è a carico di chi compra. Nella permuta ciascuno è insieme venditore e acquirente, e la ripartizione paritaria segue quindi questa doppia veste.
Sul piano pratico la conseguenza più rilevante è un'altra: chi permuta non ha bisogno di trovare liquidità per l'intero valore della casa che riceve. Serve solo la differenza, quando c'è. Per questo la strada interessa chi ha un patrimonio immobiliare ma non risparmi disponibili, situazione ricorrente tra i proprietari di Pordenone, Udine, Gorizia e Trieste che hanno comprato casa decenni fa.
Il percorso ha una struttura fissa, e la parte difficile non è quella burocratica. Il primo passo è trovare la controparte: serve una persona che possieda la casa che interessa a te e che voglia esattamente la tua, nella zona giusta e nello stesso periodo. È un doppio incastro, ed è per questo che la permuta resta poco diffusa nonostante i vantaggi.
Trovata la controparte, si passa alla valutazione dei due immobili. Vanno stimati con lo stesso metodo e nello stesso momento, altrimenti il conguaglio nasce sbilanciato. Si verificano poi i documenti di entrambe le case, in parallelo, con gli stessi controlli di una vendita: conformità urbanistica e catastale, attestato di prestazione energetica, provenienza, eventuali ipoteche iscritte.
Il terzo passo è il preliminare. Vincola le due parti, fissa i valori attribuiti agli immobili, l'importo del conguaglio e le scadenze, e disciplina cosa accade se una delle due si tira indietro. Nella permuta questo documento pesa quindi più che in una compravendita, perché le obbligazioni corrono in entrambe le direzioni.
Si chiude davanti al notaio con un unico atto. Secondo Il Tributo (2024), che riporta la sentenza della Cassazione n. 4379 del 19 febbraio 2024, la permuta è un unico negozio giuridico: un solo atto trasferisce nello stesso istante la proprietà di entrambi gli immobili. Non esiste quindi un intervallo in cui una delle parti si ritrova senza casa, e non serve incastrare due rogiti in giornate diverse sperando che nessuno dei due salti.
Il vantaggio principale è la simultaneità. Chi vende per prima cosa si ritrova con i soldi e senza casa, sotto la pressione di trovarne una in fretta, e finisce per accettare una soluzione qualsiasi. Chi compra per prima cosa si carica due immobili e talvolta due mutui, con costi che corrono finché il primo non si vende. La permuta, in questo modo, elimina l'intervallo che genera entrambi i problemi.
Il secondo vantaggio riguarda i costi. Le imposte ipotecaria e catastale si versano una volta sola invece che due, e l'onorario del notaio copre un atto solo, diviso a metà tra le parti. Anche l'agevolazione prima casa, inoltre, può restare intatta: chi vende un immobile acquistato con il beneficio prima di cinque anni lo perde, mentre in una permuta impostata correttamente il requisito si può conservare riacquistando nello stesso atto.
Ci sono però situazioni in cui questa strada non è quella giusta. Chi ha bisogno di incassare, per esempio per dividere un'eredità tra fratelli o per liberare liquidità, dalla permuta non ottiene denaro ma un altro immobile: l'obiettivo è diverso e la vendita resta quindi la strada corretta. Lo stesso vale per chi ha urgenza di chiudere in tempi brevi, perché la ricerca della controparte può durare a lungo.
Resta poi il limite strutturale: il doppio incastro. Su un mercato provinciale come quello del Friuli Venezia Giulia le combinazioni possibili sono meno numerose che in una grande città, e la disponibilità di immobili conta più di qualsiasi altro fattore.
Le due case quasi mai valgono la stessa cifra, quindi il conguaglio è la norma e non l'eccezione. Si tratta della somma che una parte versa all'altra per pareggiare la differenza, e viene inserita nello stesso contratto di permuta insieme alle modalità e ai tempi di pagamento.
Il punto delicato viene prima del calcolo. Entrambi gli immobili vanno valutati con lo stesso metodo, alla stessa data e con gli stessi criteri: superficie commerciale calcolata allo stesso modo, prezzi al metro quadro presi dalle compravendite reali della zona, coefficienti di merito applicati con lo stesso metro a tutte e due le case. Se una viene stimata sui prezzi richiesti dai portali e l'altra sui rogiti effettivi, la differenza che ne esce non descrive nulla di reale. Il metodo è poi lo stesso che trovi nella nostra guida su come calcolare il valore di un immobile.
È qui che serve una figura terza. Quando ciascuna parte porta la stima del proprio consulente, i due numeri tendono a divergere e la trattativa si blocca sul confronto tra perizie invece che sulla sostanza. Per questo un unico valutatore che applica lo stesso metodo a entrambe le case produce un conguaglio che le parti riescono ad accettare.
Sul piano fiscale il conguaglio non è una voce separata. Concorre a formare il valore complessivo dell'operazione e viene considerato nel calcolo delle imposte, che vediamo nella sezione seguente. Va quindi dichiarato per intero nell'atto, senza accordi verbali paralleli.
Qui sta la differenza che rende la permuta interessante sul piano economico. Non si pagano quindi le imposte di due compravendite: se ne paga una sola. Secondo Fisco Oggi (2026), la rivista dell'Agenzia delle Entrate, l'articolo 43 del Testo Unico stabilisce che per le permute la base imponibile è il valore del bene che dà luogo all'applicazione della maggiore imposta.
In concreto si guarda quale dei due trasferimenti genererebbe l'imposta più alta e si tassa quello, una volta sola. Secondo l'Agenzia delle Entrate (2026), acquistando da un privato l'imposta di registro è del 9%, con un minimo di 1.000 euro, mentre le imposte ipotecaria e catastale sono fisse a 50 euro ciascuna. Con i requisiti prima casa, poi, l'aliquota di registro scende al 2%, sempre con ipotecaria e catastale a 50 euro.
Se entrambe le case rientrano nei requisiti prima casa, quindi, si applica il 2% sul valore dell'immobile che dà l'imposta maggiore, e non due volte il 2%. Le imposte fisse si versano una volta sola, e le spese si dividono a metà tra le parti.
Su questa base agisce anche il meccanismo del prezzo-valore, che permette all'acquirente persona fisica di un immobile residenziale di chiedere che l'imposta si calcoli sul valore catastale invece che sul prezzo. Il valore catastale si ottiene moltiplicando la rendita rivalutata del 5% per un coefficiente, e la richiesta va fatta al notaio nell'atto. Comporta inoltre una riduzione dell'onorario notarile.
Un mutuo in corso non impedisce la permuta, ma va affrontato per primo perché è la voce che allunga di più i tempi. L'immobile gravato da ipoteca non può passare di proprietà lasciando il vincolo a carico di chi lo riceve senza che la banca sia d'accordo, quindi l'istituto va coinvolto fin dalle prime battute.
Le strade praticabili sono tre. Si può estinguere il mutuo residuo alla firma, usando il conguaglio quando la differenza di valore è a favore di chi ha il debito. Si può poi accendere un nuovo finanziamento sulla casa che si riceve, chiudendo contestualmente il precedente: è la soluzione più frequente quando si passa a un immobile di valore superiore. Resta infine l'accollo, con cui la controparte subentra nel mutuo esistente, possibile solo con il consenso della banca e dopo una nuova istruttoria sul soggetto che subentra.
I tempi bancari sono la variabile meno controllabile dell'operazione. Tra istruttoria, perizia dell'istituto e delibera possono passare diverse settimane, e il preliminare deve tenerne conto nelle scadenze invece di fissare date che poi non si riescono a rispettare.
Vale la pena verificare fin da subito anche l'eventuale penale di estinzione anticipata prevista dal contratto di mutuo, la presenza di agevolazioni fiscali legate al finanziamento in corso e la data entro cui la delibera resta valida. Chi si trova in questa situazione può leggere anche la nostra guida su come vendere casa con un mutuo in corso, perché molti passaggi coincidono.
La permuta tra privati è la forma più comune e la legge non pone ostacoli: due proprietari che si accordano possono procedere senza intermediari, fermo restando l'obbligo dell'atto notarile. La difficoltà non sta nel contratto ma nella ricerca della controparte, e senza un portafoglio di immobili e di persone in cerca quel doppio incastro è raro trovarlo da soli.
Lo scambio tra parenti è un caso ricorrente, in particolare tra genitori e figli. Il meccanismo è identico, ma l'attenzione va alla congruità dei valori dichiarati: quando lo scambio avviene tra familiari e i valori attribuiti si discostano da quelli di mercato, l'operazione può essere riqualificata sul piano fiscale come una liberalità. Conviene quindi documentare la stima con gli stessi criteri che si userebbero tra estranei.
Tra eredi la permuta serve di solito a riorganizzare una comproprietà. Quando la successione lascia più immobili a più eredi in quote indivise, uno scambio di quote permette a ciascuno di diventare proprietario esclusivo di un bene invece di restare comproprietario di tutti. È quindi una strada alternativa alla divisione, con effetti diversi sul piano fiscale, e va valutata con il notaio caso per caso. Chi si trova in questa situazione trova il quadro completo nella nostra guida sulla successione della casa.
In tutti e tre i casi resta valida la regola dell'articolo 1554 sulla ripartizione paritaria delle spese, che tra familiari viene spesso gestita diversamente per accordo interno.
Il preliminare di permuta ha voci che in un preliminare di compravendita non compaiono. Deve indicare i due immobili con i rispettivi dati catastali, il valore attribuito a ciascuno, l'importo del conguaglio con tempi e modalità di pagamento, e le condizioni sospensive, a partire dall'ottenimento del mutuo quando serve. Va poi disciplinato cosa accade se una sola delle due parti risulta inadempiente, dato che ognuna è insieme creditrice e debitrice.
La trascrizione del preliminare nei registri immobiliari è una tutela che vale la pena considerare: protegge entrambe le parti da atti pregiudizievoli compiuti nel periodo che precede il rogito. A Trieste e a Gorizia, dove vige il sistema tavolare, i passaggi seguono regole proprie e i tempi di iscrizione differiscono dal resto della regione: è un aspetto da verificare in anticipo con il notaio, non alla firma.
Un caso a parte è la permuta con il costruttore, usata per acquistare una casa di nuova costruzione cedendo la propria in conto prezzo. L'impresa acquisisce l'immobile usato e lo scomputa poi dal prezzo del nuovo. Cambia il trattamento fiscale.
Ai fini IVA vale infatti il principio della tassazione separata: ciascun trasferimento è un'operazione autonoma. Quando quindi la permuta comprende una cessione soggetta a IVA, l'imposta di registro si applica solo sul trasferimento che a IVA non è soggetto. Cambia poi il rischio, perché spesso si tratta di un immobile ancora da completare.
In quel caso vanno verificate le tutele previste per gli acquirenti di immobili da costruire, a partire dalla fideiussione e dalla polizza decennale.
La permuta risolve un problema di tempi, non di prezzo: consente di cambiare casa senza l'intervallo tra la vendita e l'acquisto, che è il punto in cui la maggior parte delle persone si blocca. Costa meno di due operazioni separate, perché le imposte si calcolano una volta sola sul trasferimento che genera l'imposta maggiore e le spese si dividono a metà.
Non è però una scorciatoia per tutti. Richiede di trovare una controparte con la casa giusta nel momento giusto, e su un mercato provinciale come quello di Pordenone, Udine, Gorizia e Trieste quelle combinazioni sono meno numerose che altrove. Chi ha bisogno di liquidità o di tempi certi ha quindi altre strade più adatte.
Se stai valutando questa possibilità, il primo passo concreto è sapere quanto vale la tua casa e con che cosa potrebbe essere scambiata. Puoi partire dalla valutazione gratuita del tuo immobile, oppure vedere il quadro generale nella nostra sezione dedicata a vendere casa in Friuli Venezia Giulia.
Due proprietari si scambiano gli immobili con un unico atto notarile: ciascuno diventa proprietario della casa dell'altro nello stesso momento. Il codice civile la disciplina all'articolo 1552 e richiede la forma scritta a pena di nullità per i beni immobili. Le case non devono poi valere la stessa cifra: la differenza si regola con un conguaglio in denaro previsto nello stesso contratto. Non esiste un intervallo in cui una delle due parti resta senza casa, ed è la ragione principale per cui si sceglie questa strada.
Le imposte si calcolano una volta sola, non due. L'articolo 43 del Testo Unico dell'imposta di registro prevede che la base imponibile sia il valore del bene che dà luogo alla maggiore imposta. Acquistando da privato l'aliquota di registro è del 9%, che scende al 2% con i requisiti prima casa, mentre le imposte ipotecaria e catastale sono fisse a 50 euro ciascuna e si versano una volta sola. Le spese si dividono poi a metà tra le parti, secondo l'articolo 1554 del codice civile.
È la situazione normale. La differenza si chiama conguaglio, si paga in denaro e viene inserita nello stesso contratto di permuta insieme a tempi e modalità. Il passaggio critico sta prima: entrambi gli immobili vanno valutati con lo stesso metodo e alla stessa data, altrimenti il conguaglio nasce sbagliato. Sul piano fiscale, inoltre, il conguaglio non è una voce a parte, concorre a formare il valore dell'operazione e va dichiarato per intero nell'atto, senza accordi verbali paralleli.
Sì, ma la banca va coinvolta prima di ogni altra cosa. Le strade sono tre: estinguere il mutuo residuo alla firma, magari usando il conguaglio; accendere un nuovo finanziamento sulla casa che si riceve chiudendo il precedente; oppure l'accollo, con cui la controparte subentra nel debito esistente, possibile solo con il consenso dell'istituto e dopo una nuova istruttoria. I tempi bancari sono la variabile meno controllabile dell'operazione, tra istruttoria, perizia dell'istituto e delibera: il preliminare deve tenerne conto nelle scadenze, invece di fissare date che poi non si riescono a rispettare.
La legge non lo vieta e due proprietari possono accordarsi da soli, fermo restando l'obbligo dell'atto notarile. La difficoltà non è il contratto, è trovare la controparte: serve qualcuno che abbia la casa che vuoi tu e che voglia esattamente la tua, nella zona giusta e nel momento giusto. Quel doppio incastro è quindi raro trovarlo senza un portafoglio di immobili e di persone in cerca, ed è il motivo per cui molte permute nascono dentro l'archivio di un'agenzia.
Deve indicare i due immobili con i dati catastali, il valore attribuito a ciascuno, l'importo del conguaglio con tempi e modalità di pagamento, e le condizioni sospensive, a partire dall'ottenimento del mutuo. Va disciplinato anche cosa accade se una sola delle parti risulta inadempiente, perché nella permuta ognuna è insieme creditrice e debitrice. La trascrizione nei registri immobiliari è inoltre una tutela aggiuntiva da valutare, con regole proprie a Trieste e Gorizia per via del sistema tavolare.
Agenzia delle Entrate, L'acquisto di una casa: le imposte
Agenzia delle Entrate, L'acquisto con i benefici prima casa
Fisco Oggi, Agenzia delle Entrate, Permuta immobili: imposta di registro e base imponibile
Studio Cataldi, Permuta Immobiliare, Il Contratto
Il Tributo, Imposta ipotecaria in caso di permuta: Cassazione n. 4379/2024
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